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Disegno di legge di stabilità 2015: le nostre richieste

10 novembre 2014 | Categoria: News
Il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli nel corso dell'audizione in Commissione Bilancio della Camera del 4 novembre u.s., ha avanzato, a nome di R.E TE. Imprese Italia, le richieste di modifica al disegno di legge di stabilità per il 2015. Dalle osservazioni, emergono le proposte necessarie per tutelare le imprese piu' piccole, accelerare la ripresa ed aumentare le semplificazioni

Pur esprimendo un giudizio positivo per l'impostazione complessiva della manovra, critica i toni troppo timidi verso le politiche di rilancio dell'economia e degli investimenti.
Nell'ambito delle singole misure in materia fiscale sono state segnalate, nel corso dell'audizione, diverse criticità che costituiranno oggetto di specifici emendamenti durante l'iter di approvazione del disegno di legge.

In particolare, si evidenziano alcune osservazioni in merito alle principali tematiche fiscali contenute nel disegno di legge:

  • Bonus 80 euro: la misura, pur apprezzabile, accresce, però, la discriminazione tra lavoratori dipendenti (beneficiari dell'intervento) e imprenditori individuali, soci e pensionati che, a parità di condizioni reddituali, ne sono esclusi.
  • IRAP: pur valutando in modo favorevole l'introduzione, dal 2015, della deducibilità del costo del lavoro dipendente a tempo indeterminato, viene denunciata la mancanza di benefici analoghi nei confronti dei datori di lavoro che non si avvalgono dell'opera di lavoratori subordinati come pure di coloro che hanno alle proprie dipendenze lavoratori assunti con contratto a tempo determinato; è altresì criticato il ripristino delle più elevate aliquote IRAP, con effetto dal 2014. E' stato richiesto l'innalzamento della franchigia IRAP.
  • Ecobonus e ristrutturazioni edilizie: pur apprezzando la proroga dell'agevolazione di un ulteriore anno nella misura più elevata, è criticata la mancanza di una stabilizzazione della misura o, almeno, di una proroga a più ampio raggio. E' stato, altresì, richiesta l'estensione del beneficio alle manutenzioni ordinarie.
  • Regime fiscale agevolato per autonomi: la misura, che anticipa una parte dei contenuti della legge delega di riforma del sistema fiscale, è apprezzabile nella misura in cui riduce gli adempimenti burocratici per le imprese di ridotte dimensioni. Viene fermamente auspicata l'attuazione delle altre parti della legge delega, tra cui l'introduzione dell'IRI e della tassazione per cassa dei contribuenti in regime semplificato. E' stata avanzata la proposta di innalzare il limite di ricavi di accesso al regime.
  • Reverse charge e split payment: è condivisa la misura finalizzata a ridurre l'evasione nel settore dell'IVA; va nel contempo evidenziata la necessità di introdurre misure affinchè i maggiori crediti IVA, conseguenti all'applicazione dell'inversione contabile, possano essere velocemente recuperati scontando ridotti adempimenti di ordine burocratico.
  • Ravvedimento operoso: positiva la volontà di ampliare i casi in cui è possibile applicare il ravvedimento; tuttavia, è evidenziata l'assenza di interventi finalizzati a consentire la presentazione, anche oltre l'anno, della dichiarazione integrativa a favore del contribuente, evitando così la presentazione di istanze di rimborso.
  • Ritenuta sui bonifici relativi a ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica degli edifici: assolutamente negativo il giudizio sul raddoppio all'8% della ritenuta sui bonifici relativi a ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche.

Infine, va rilevato che nel disegno di legge della Stabilità 2015 è assente la riforma della tassazione immobiliare: in merito, nel ritenere necessario semplificare il sistema, si auspica l'introduzione di un solo tributo che accorpi l'attuale IMU e TASI, garantendo una tassazione ridotta per gli immobili strumentali all'attività d'impresa, inclusi i fabbricati merce, come pure l'integrale deducibilità del tributo immobiliare dalle imposte dirette e dall'IRAP.

Infine, è fortemente criticata l'introduzione della nuova clausola di salvaguardia che, in assenza di risparmi di spesa, comporterà dal 2016 un graduale innalzamento delle attuali aliquote IVA del 22% e 10%, rispettivamente al 25,5% ed al 13%, con effetti deleteri sui consumi delle famiglie.