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Confartigianato Trasporti, rinnovare il parco veicoli per autotrasporto sicuro e a basse emissioni

26 novembre 2018 | Categoria: Assimprese news
Confartigianato Trasporti, rinnovare il parco veicoli per autotrasporto sicuro e a basse emissioni
“Per superare la vetustà del parco circolante italiano serve un piano straordinario di incentivazione per l'acquisto di veicoli commerciali nuovi, ecosostenibili e sicuri”. E' positivo il commento di Confartigianato Trasporti all'emendamento al DdL di Bilancio che prevede la creazione di un Fondo ad hoc per il rinnovo del parco veicolare merci.

La proposta, lanciata a settembre alla Convention nazionale di Confartigianato Trasporti e condivisa dal Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, raccoglie l'esigenza improcrastinabile degli autotrasportatori che vogliono cambiare i mezzi e risponde alla necessità di tutela ambientale e della sicurezza che il Governo, così come le amministrazioni locali, intende perseguire.

“L'autotrasporto italiano – sostiene Confartigianato Trasporti – vuole essere pioniere nella battaglia contro l'inquinamento ambientale e per la sicurezza stradale. Per questo è necessario puntare con decisione sulla istituzione di un fondo nazionale pluriennale che finanzi un piano di incentivi per la sostituzione degli attuali camion con veicoli a basse emissioni, più sicuri e tecnologicamente innovativi, con l'obiettivo di una transizione graduale e completa nel lungo periodo, che permetterebbero di raggiungere oltre l'80% di riduzione degli agenti inquinanti. Di questo si avvantaggerebbe l'ambiente, i cittadini e tutto il sistema economico che utilizzerebbe trasporti a basse emissioni e dotati dei più innovativi standard di controllo e sicurezza, grazie ai quali si sarebbe evitata la tragedia del tir esploso a Bologna. Tutto ciò risulta ancor più essenziale alla luce delle limitazioni alla circolazione, imposte in modo sconnesso e disomogeneo nei vari territori delle regioni firmatarie dell'Accordo del Bacino Padano, ad alcune tipologie veicoli senza tener conto delle negative conseguenze sulle imprese che trasportano e distribuiscono le merci in quelle zone, che non hanno avuto tempo e risorse necessari per l'adeguamento ed il ricambio dei propri mezzi”.

(Fonte Confartigianato.it)